Quali i trend della comunicazione nel 2013? Facciamo il punto. Zero.

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Una volta tanto, non ci sono dubbi.Per il settore della comunicazione, il 2012 è stato l’anno della definitiva affermazione del 2.0. L’esempio più eclatante proviene da uno dei media più tradizionali e conosciuti in tutto il mondo, quel Newsweek che ha annunciato l’addio definitivo alla carta stampata uscendo per l’ultima volta nelle edicole con un titolo destinato a fare la storia: #LastPrintIssue. Anche in Italia, non sono mancati segnali evidenti delle conseguenze prodotte dalla ‘rivoluzione 2.0’. Basti pensare che Mario Monti, che certo non appartiene alla ‘generazione digitale’, ha scelto di annunciare ufficialmente la sua ‘salita’ nell’agone politico attraverso Twitter.  Non solo, perché ha anche dato prova di conoscere tutte le malizie del mondo del web, usando il gamification  per dare inizio alla sua campagna elettorale.

Ben più arduo, invece, è prevedere cosa succederà in questo 2013 appena iniziato. L’unica certezza che abbiamo, è che continueremo ad assistere all’evoluzione delle forme della comunicazione. Il dato che a mio giudizio appare però più interessante, è che tali cambiamenti non riguarderanno tanto ulteriori innovazioni tecnologiche, che pure non mancheranno, quanto piuttosto un diverso modo di utilizzare gli strumenti esistenti. Un numero crescente di persone si doteràdi mobile device“intelligenti” e sceglierà i social network come canale preferenziale per tenersi in contattoe informarsi e, in definitiva, ci avvicineremo a piccoli passi a quello che possiamo definire il web 3.0.

Un web che immaginiamo sempre più pronto a rispondere alle esigenze che si manifesteranno con il passare del tempo, capace di evolversi in funzione dei mutevoli bisogni deiconsumatori e che, in definitiva, sarà più che mai useroriented.

Un percorso probabilmente non lineare, che seguirà strade parallele ma differenti, ma che porterà a una realtà con caratteristiche piuttosto diverse da quelle a cui siamo abituati.

Volendogli dare una definizione filosofica, quello che ci attende nel prossimo futuro è una sorta di ‘web olistico’, ossia uno strumento che sia sempre più orientato al benessere personale degli utenti. È la tesi sostenuta da due professionistidel settore come il sociologo della comunicazione Gabriele Cazzulini e il giornalista Antonio Savarese. Il primo, in un articolo apparso sul sito della Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiane), afferma come la tecnologia del prossimo futuro sarà improntata ad un nuovo ‘umanismo’,  sempre meno patrimonio di pochi e sempre più al servizio di tutti.

La stessa idea, esplicitata in forma di desiderio,espressada Savarese, il quale, intervistato da un’agenzia di comunicazione, così si pronuncia: “Vorrei che ci fosse una fase di consolidamento dove non si inventino più nuove tecnologie ma semplicemente si inizi ad usare quelle che sono già disponibili applicandole in settori dove è tangibile il valore per gli utenti finali. Non bisogna mai dimenticare che la tecnologia è unmezzo e non un fine”.

Personalmente, credo che una conferma delle caratteristiche che avrà il “web 3.0” sia costituita dalla crescita del Creative Commons, un fenomeno che per sua stessa natura tende a sviluppare una condivisione sempre più generalizzata dei contenuti, semplificandone le forme di accesso e di utilizzo.

D’altronde, quale scopo ha la tecnologia se non quello di migliorare la vita al maggior numero possibile di persone?

[foto da holisticsolutions.eu]

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